Dalle Lettere – A Lucia Bozzi – Repton, 20 luglio 1931

Cietta, sorellina cara, c’è il sole, finalmente, stasera: un bel sole d’oro anche in questo paese di nebbie. E c’è la tua lettera, finalmente: la tua lettera, qui, sul mio tavolo, a parlarmi della vita vera che abbiamo vissuto e che vivremo insieme… Mai come ora, ripensandoci, ho sentito come questo inverno, trascorso per me così, apparentemente ozioso, apparentemente...
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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Milano, 26 aprile 1930

Antonello, perdona, ti prego, il mio lungo silenzio. Forse ti ho fatto soffrire: ci pensavo tanto, sai, in questi giorni, e questo aumentava il mio tormento. Ciò che ho sofferto e vissuto non ti posso dire: cose che sulla carta si dissolvono e inaridiscono sulle labbra. Cose che si sentono solamente. Ora sono calma, sicura, buona. Sì, Antonello: forse è orgoglio troppo grande il dirlo, ma mi...
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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Milano, 13 aprile 1930

Antonello, perdonami, ti prego, se ho taciuto a lungo. Neppure il 9 aprile ti ho fatto giungere la mia parola: ma stavo tanto male. Giorni di tormento atroce: spasimo morale che si faceva esasperazione fisica. Ora, al di fuori, una calma estenuata, ma dentro, finalmente, un po’ di luce. Per lunghe, crudeli ore, il dubbio e l’ansia mi hanno tenuta avvolta, implacabili, inevitabili,...
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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Pasturo, 13 luglio 1929

Cervi caro, voglio dedicare a lei questa prima sera che passo nel mio brutto, dolce paese. Che cosa è un ritorno? Una cosa che, per qualche ora, scioglie i groppi duri che separano l’oggi dall’ieri e fonde il passato e il presente con sicurezza fresca, dove il male non ha luogo. La mia anima di oggi, la mia anima dell’anno passato, si sono ritrovate senz’urto e restano...
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Dalle Lettere – A Lucia Bozzi – Sorrento, 30 marzo 1929

[…] un momento solo di silenzio ricordo, tra i balzi inquieti del vento: a Mergellina, presso il parapetto del lungo mare, dinnanzi al golfo che si sbiancava nelle brume scialbe, sotto un cielo pieno di ditate rosa. E stamattina, su di un balcone del castello di S. Martino, con uno strapiombo, sotto, di cinquanta metri e tutta Napoli, galleggiante nell’azzurro, che ci mandava un dondolio...
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