Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Milano, 26 aprile 1930

Antonello, perdona, ti prego, il mio lungo silenzio. Forse ti ho fatto soffrire: ci pensavo tanto, sai, in questi giorni, e questo aumentava il mio tormento. Ciò che ho sofferto e vissuto non ti posso dire: cose che sulla carta si dissolvono e inaridiscono sulle labbra. Cose che si sentono solamente. Ora sono calma, sicura, buona. Sì, Antonello: forse è orgoglio troppo grande il dirlo, ma mi...
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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Milano, 13 aprile 1930

Antonello, perdonami, ti prego, se ho taciuto a lungo. Neppure il 9 aprile ti ho fatto giungere la mia parola: ma stavo tanto male. Giorni di tormento atroce: spasimo morale che si faceva esasperazione fisica. Ora, al di fuori, una calma estenuata, ma dentro, finalmente, un po’ di luce. Per lunghe, crudeli ore, il dubbio e l’ansia mi hanno tenuta avvolta, implacabili, inevitabili,...
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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Pasturo, 13 luglio 1929

Cervi caro, voglio dedicare a lei questa prima sera che passo nel mio brutto, dolce paese. Che cosa è un ritorno? Una cosa che, per qualche ora, scioglie i groppi duri che separano l’oggi dall’ieri e fonde il passato e il presente con sicurezza fresca, dove il male non ha luogo. La mia anima di oggi, la mia anima dell’anno passato, si sono ritrovate senz’urto e restano...
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Dalle Lettere – A Lucia Bozzi – Sorrento, 30 marzo 1929

[…] un momento solo di silenzio ricordo, tra i balzi inquieti del vento: a Mergellina, presso il parapetto del lungo mare, dinnanzi al golfo che si sbiancava nelle brume scialbe, sotto un cielo pieno di ditate rosa. E stamattina, su di un balcone del castello di S. Martino, con uno strapiombo, sotto, di cinquanta metri e tutta Napoli, galleggiante nell’azzurro, che ci mandava un dondolio...
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Dalle Lettere – Alla nonna Nena – Pasturo, 21 agosto 1928

[…] Io ho preferito rimanere a casa; ho un gran bisogno di calma e di raccoglimento: non so se la zia Luisa ti abbia detto che dispiacerone mi sia capitato addosso, d’improvviso, qualche settimana fa. Non te lo vorrei neppure raccontare, perché sono sicura che immantinente tu mi cominci a fare l’olio, e allora gli occhiali ti si appannano e ti scivolano sul naso; ma sono ancora...
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