Notizie e note



Dalle Lettere – A Elvira Gandini – Pasturo, 8 agosto 1933

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

Mia cara cara Elvira, vorrei che tu mi perdonassi il silenzio di tutti questi giorni. Ma ho aspettato di avere le copie delle mie fotografie per potertele mandare. Non sono gran che: ma per completare i ricordi servono anche loro. Come mi sia passato il tempo fino ad oggi, non te lo saprei dire: so che più le giornate di Breil si allontanano, e più mi sembrano al di là di ogni misura, un crepaccio azzurro nella vita uniforme. Ho letto e riletto il libro del Rey, gli ultimi capitoli sono meravigliosi. La precipitosa discesa notturna dalla...

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Dalle Lettere – Alla mamma – Breil, 25 luglio 1933

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

Cara Mamma, finalmente trovo un momento per scriverti con calma. È mattina: una bellissima mattina di sole, con delle nuvole leggere e bianche a mezza costa dei ghiacciai. Io ho portato fuori dalla tenda uno sgabellino e sono qui che ti scrivo seduta sull’erba. L’Elvira è andata a fare una passeggiata breve e tornerà prima di mezzogiorno: io ho preferito restare qui a lavarmi un po’ bene e a prendere un po’ di sole sul prato, per mettermi a posto le ossa dopo la gita di ieri. Non mi sono stancata; però era...

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Dalle Lettere – A Tullio Gadenz – Milano, 29 gennaio 1933

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

[…] Perché non per astratto ragionamento, ma per un’esperienza che brucia attraverso tutta la mia vita, per una adesione innata, irrevocabile, del più profondo essere, io credo, Tullio, alla poesia. E vivo della poesia come le vene vivono del sangue. Io so che cosa vuol dire raccogliere negli occhi tutta l’anima e bere con quelli l’anima delle cose e le povere cose, torturate nel loro gigantesco silenzio, sentire mute sorelle al nostro dolore. Perché per me Dio è e non può essere altro che un Infinito, il quale, per...

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Dalle Lettere – A Tullio Gadenz – Milano, 18 gennaio 1933

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

[…] Per ritrovare un po’ d’aria pura, bisogna che rilegga la sua lettera, così nitida e cristallina, come i ghiaccioli ai suoi vetri. Però, di sapere la mia piccola croce così in alto sopra i soldati morti quasi mi sgomenta: tanto avvezza sono, ormai, a sostare ai cancelli, così della vita come della morte, ed a sentirmi un po’ come quei giunchi delle rive che guardano le acque passare e tremano, sempre infitti nella stessa bassura. […]

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Dalle Lettere – A Tullio Gadenz – Milano, 11 gennaio 1933

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

[…] Perchè la poesia […] ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell’anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell’arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l’immensità della morte è una catarsi della vita. Quando tutto, ove siamo, è buio ed ogni cosa duole e l’anima penosamente sfiorisce, allora veramente ci sembra che ci sia donato da Dio chi sa sciogliere in canto il nodo...

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Dalle Lettere – A Lucia Bozzi – S. Martino di Castrozza, 9 gennaio 1933

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[…] Domani partiremo: e quali siano stati gli effetti di tutta questa bianchezza non te lo so dire: so che ritorno col cuore che straripa di poesia e tanto più mi tormento perché non so più buttar fuori una riga. Ho dentro come un nodo di cristallo che non si scioglie. E poi ho fatto una ‘scoperta’ che interesserà anche te […]

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Dalle Lettere – A Elvira Gandini – Milano, 5 novembre 1931

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[…] Elvira cara, io penso a te lontana, sola, in una terra straniera e penso al dono infinito che la lontananza, la solitudine in una terra straniera hanno recato a me, quest’estate. Fino ad allora, il senso del divino era stato un estetismo, per me: null’altro. Ora il divino è una calma suprema, è una frescura limpidissima che permea di sé tutta la mia vita e mi fa blando il soffrire, trasognato il cammino e chiara e amica la morte. Lascia che come augurio per il tuo amore, per la nostra amicizia, per la fraternità di...

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Dalle Lettere – Al papà – Kingston, 11 agosto 1931

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

Carissimo papà, mi è rincresciuto molto, ieri sera, di non potervi parlare. Mi hanno chiamato al telefono alle 10 ½, mi hanno fatto aspettare un po’ e poi mi hanno detto gentilmente che la comunicazione era annullata, perché l’ufficio di Introbbio chiude alle 9 – : thank you so much; good night. Immagino che anche a voi sarà rincresciuto molto: pazienza! Io gli auguri alla mamma li ho fatti col cuore e, quanto a me, è bastata per rallegrarmi una garbatissima e lecchesissima voce che diceva: ‘ma s’el rispund...

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Dalle Lettere – A Lucia Bozzi – Repton, 20 luglio 1931

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

Cietta, sorellina cara, c’è il sole, finalmente, stasera: un bel sole d’oro anche in questo paese di nebbie. E c’è la tua lettera, finalmente: la tua lettera, qui, sul mio tavolo, a parlarmi della vita vera che abbiamo vissuto e che vivremo insieme… Mai come ora, ripensandoci, ho sentito come questo inverno, trascorso per me così, apparentemente ozioso, apparentemente vuoto, sia stato invece intimamente ricco di pensieri nuovi e di esperienze vitali. […]

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Dalle Lettere – Ad Antonio Maria Cervi – Milano, 26 aprile 1930

Posted by on Ott 20, 2011 in ap | 0 comments

Antonello, perdona, ti prego, il mio lungo silenzio. Forse ti ho fatto soffrire: ci pensavo tanto, sai, in questi giorni, e questo aumentava il mio tormento. Ciò che ho sofferto e vissuto non ti posso dire: cose che sulla carta si dissolvono e inaridiscono sulle labbra. Cose che si sentono solamente. Ora sono calma, sicura, buona. Sì, Antonello: forse è orgoglio troppo grande il dirlo, ma mi sembra di essere veramente buona, ora. Sono ciò che devo essere. […]

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