Pasetti Chiara


Chiara Pasetti (Novara, 24 novembre 1975) è filosofa, drammaturga, scrittrice, saggista, giornalista e docente. 

Specialista di letteratura francese dell’Ottocento e in particolare di Gustave Flaubert, negli ultimi anni i suoi studi sull’epoca si sono incentrati sul rapporto tra letteratura e psicopatologia.

Con l’associazione culturale di cui è presidente, Le Rêve et la vie, Pasetti si è inoltre posta l’obiettivo, tra gli altri, di far risplendere, sottraendole all’oblio, voci femminili intense nel loro valore, “figure di donna poco conosciute, spesso dimenticate o sottovalutate”.

Dopo essersi dedicata a Camille Claudel (con la drammaturgia dello spettacolo MOI ha dato corpo alla storia della scultrice, liberamente tratta dalla sua Corrispondenza, per la regia di Alberto Giusta, con Lisa Galantini. Il monologo è stato poi incluso nel libro Mademoiselle Camille Claudel e Moi, edito da Nino Aragno, e nel novembre 2020 è diventato il lungometraggio MOI 392, per la regia di Mario Molinari, interpretato sempre da Galantini, vincendo la sezione “film sperimentale” al Cannes Film Festival), Pasetti ha scritto un testo su Antonia Pozzi, “Luce bianca”, che si è aggiudicato il primo posto della sezione “teatro” del Premio internazionale Per troppa vita che ho nel sangue indetto dal Comune di Pasturo. 

L’opera, sotto forma di lettura teatrale, è stata rappresentata con successo a Genova, il 1° dicembre 2018, in occasione degli ottant’anni dalla morte della poetessa, e il 20 agosto 2019 nell’ambito della rassegna, curata dalla stessa autrice, “Teatro e musica a Varigotti”.

Il passaggio dalla lettura al monologo teatrale, liberamente tratto dai testi di Antonia Pozzi, avviene con “Vivo della poesia”. La regia, come già per Camille Claudel, è di Alberto Giusta, in scena c’è sempre Lisa Galantini, mentre la voce fuori campo è di Massimo Popolizio, le musiche e la scenografia sono di Valentina Amandolese, il disegno luci di Marco Giorcelli,  i costumi di Morgan-Sartoria Clauds Morene-Novara. Prodotto da Le Rêve et la vie, in collaborazione con Humanities Forum, Nino Aragno editore e Comune di Pasturo, lo spettacolo ha debuttato proprio nel “nido” pozziano pasturese, l’11 ottobre 2025, al teatro Bruno Colombo. 

Le prossime tappe di “Nuda” – questo ora il titolo della rappresentazione dopo plurime revisioni – saranno il 28 settembre 2026 al Faraggiana di Novara, il 30 settembre al Théâtre des Muses di Montecarlo, il 27 novembre al teatro del Ponente di Genova e il 3 dicembre al Teatro Menotti di Milano. 

“Fin dal primo ‘incontro’ con questa straordinaria poetessa, avvenuto negli anni dell’università grazie alla tesi di laurea di Antonia sugli scritti giovanili di Gustave Flaubert, l’autore a cui io stessa ho dedicato la mia tesi e moltissimi testi, ho sentito una profonda affinità tra me e lei. E, soprattutto, ho avvertito come una necessità, un dovere assoluto quello di ridarle voce, di provare a restituirle, almeno in parte, ciò che la vita le aveva negato”, racconta Chiara Pasetti.

Per lei la vicenda di Antonia Pozzi resta peculiare e utile “per parlare delle conseguenze della solitudine”, della sottovalutazione di “stati depressivi, e dell’importanza di motivare e sostenere una passione, cosa che nel caso della poetessa non è avvenuta, generando conseguenze fatali. Inoltre, il varo delle leggi razziali nel 1938, l’anno della sua morte, consente di aprire un dibattito sulla storia dell’Italia di quegli anni, e su come venne percepito il fascismo dai giovani intellettuali di area lombarda”, aggiunge. 

Importante e sempre attuale è anche “riflettere sulle difficoltà per una donna di affermarsi in campi e ambienti considerati ‘da uomini’ come quello dell’arte, della letteratura, della filosofia, ecc.”.

Altrettanto è “fondamentale”, per Pasetti, “indagare una figura di donna, poetessa, che fece della generosità, dell’accoglienza nei confronti del ‘diverso’, della comprensione e della compassione alcune delle sue ragioni di vita”.

Di prossima pubblicazione, per i tipi di Nino Aragno, il testo del monologo, unitamente a un suo saggio su Antonia Pozzi e a uno scritto del Professor Eugenio Borgna. 

Da segnalare, tra i numerosi lavori pozziani di questa poliedrica autrice: la bibliografia della tesi di laurea di Antonia Pozzi sugli scritti giovanili di Gustave Flaubert (2013); il saggio comparativo, per le edizioni francesi PURH, Gustave Flaubert et Antonia Pozzi. Un itinéraire parmi les sommets (2017); la mostra collettiva, presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto-Genova, “Scrittura, arte, vita: Camille Claudel, Séverine, Antonia Pozzi” (2016); una mostra interamente dedicata alle fotografie scattate da Pozzi (2017, Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio a Novara); una puntata monografica su Wikiradio-Radio Tre (clicca qui per ascoltarla >>>)