Il volto nuovo

Che un giorno io avessi un riso di primavera – è certo; e non soltanto lo vedevi tu, lo specchiavi nella tua gioia: anch’io, senza vederlo, sentivo quel riso mio come un lume caldo sul volto. Poi fu la notte e mi toccò esser fuori nella bufera: il lume del mio riso morì. Mi trovò l’alba come una lampada spenta: stupirono le cose scoprendo in mezzo a loro il mio volto...
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Il cane sordo

Sordo per il gran vento che nel castello vola e grida è divenuto il cane. Sopra gli spalti – in lago protesi – corre, senza sussulti: né il muschio sulle pietre a grande altezza lo insidia, né un tegolo rimosso. Tanto chiusa e intera è in lui la forza da che non ha nome più per nessuno e va per una sua segreta linea libero. 25 settembre 1933
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Grido

Non avere un Dio non avere una tomba non avere nulla di fermo ma solo cose vive che sfuggono – essere senza ieri essere senza domani ed acciecarsi nel nulla – – aiuto – per la miseria che non ha fine – 10 febbraio 1932
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Fuochi di S. Antonio

Fiamme nella sera del mio nome sento ardere in riva a un mare oscuro – e lungo i porti divampare roghi di vecchie cose, d’alghe e di barche naufragate. E in me nulla che possa esser arso, ma ogni ora di mia vita ancora – con il suo peso indistruttibile presente – nel cuore spento della notte mi segue. 17 gennaio 1935
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Funerale senza tristezza

Questo non è esser morti, questo è tornare al paese, alla culla: chiaro è il giorno come il sorriso di una madre che aspettava. Campi brinati, alberi d’argento, crisantemi biondi: le bimbe vestite di bianco, col velo color della brina, la voce colore dell’acqua ancora viva fra terrose prode. Le fiammelle dei ceri, naufragate nello splendore del mattino, dicono quel che sia questo...
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