Che cosa è un respiro?

Respiro

Abbandono notturno
sul masso
al limite della pineta
e il tuo strumento fanciullesco
lentamente
a dire
che una stella
due stelle
sono nate
dal grembo del nevaio
ed un’altra sprofonda
dove la roccia è nera –

ed un lume va solo
sul ciglio del ghiacciaio
più grande di una stella
più fioco –
forse la lampada di un pastore –
la lampada di un uomo vivo
sul monte –
colloquio intraducibile
del tuo strumento
col lume dell’uomo vivo –

ascesa inesorabile dell’anima
di là dal sonno –

di là dal nero informe
stupore delle cose –

abbandono notturno
sul masso
al limite della pineta –

(Breil), Pasturo, 13 agosto 1933

“Che cosa è un respiro? Che cosa è il respiro che Antonia Pozzi ha dato come titolo a questa lirica e che non ritorna più in nessuna parte del testo? (…) La sola lettura della poesia genera un respiro interiore, profondo, di quiete, di pace, di riposante silenzio. E questo nonostante il suono dell’armonica a bocca, lo ‘strumento fanciullesco’ dell’amica Elvira, compagna di campeggio con il CAI a Breil. Il suono dell’armonica, infatti, è come una musica interiore, che guida lo spirito a immergersi nella contemplazione della notte (…). Musica e visione (…) si intrecciano e divengono un’unica realtà: la musica è visione, la visione è musica”.

Onorina Dino, Io fui sui monti come un irto fiore: poesie di Antonia Pozzi commentate; prefazione di Graziella Bernabò, Àncora 2024.