Antonia Pozzi a Palazzo Sormani
Posted on Ott 14, 2025 in ap | 0 comments
Nel mese di giugno ha preso avvio l’undicesima edizione dell’iniziativa culturale “Sormani d’estate”, in cui la Biblioteca Comunale Centrale di Milano apre al pubblico la sua Corte d’onore con proposte che spaziano tra linguaggi e forme espressive diverse.
In questo 2025 – proclamato dall’ONU Anno Internazionale della conservazione dei ghiacciai – il tema della montagna è stato protagonista della terza edizione di “Sormani Green”.
La rassegna era articolata in due cicli di incontri: a giugno sono state affrontate problematiche di tipo ambientale e climatico, che sempre più gravano sull’ecosistema montano e in particolare sui ghiacciai; a settembre le proposte sono state più narrative e biografiche, con un focus sul ruolo delle donne nell’attività alpinistica e nella relazione con la montagna.
La mostra “Montagne di carta. Immagini e parole” (già esposta a Locate di Triulzi, Verbania e Legnano), dove le immagini del fotografo Gianni Maffi dialogano con poesie, foto e autografi riprodotti di Antonia Pozzi, è stata aperta tutta l’estate.
Lo stupendo e rigoroso bianco e nero di Maffi esplora il paesaggio montano e, in particolare, i ghiacciai, simbolo potente di bellezza e fragilità. E i testi e le fotografie di Antonia si alternano alle sue immagini, a ricordare come e quanto la montagna fosse, per la giovane poetessa, un vero e proprio paesaggio dell’anima.

Oggi la mostra è in parte fruibile, con lo stesso titolo, nel bel volume edito dal Comune di Milano.
L’11 settembre, sotto un cielo sorridente di sole, è toccato a me tentare di raccontare chi fosse Antonia Pozzi, la sua poesia e il suo amore per la libera natura, in particolare montana.
Come sempre, mio desiderio era che il pubblico incontrasse, più che le mie, le sue parole.
La narrazione è stata contrappuntata dalla recitazione di dieci tra le sue liriche più belle. Sono stato supportato da Miriam Zucchiatti e Gianni Pizzi, bibliotecari della Sormani e bravissimi lettori. La recitazione è interpretazione. Fin dai primi testi è risultato chiaro quanto si fossero preparati e quanto avessero rivissuto intimamente l’uni-verso pozziano. In quei momenti ho osservato con attenzione il pubblico: postura e sguardo lasciavano trasparire l’attenzione commossa o il fuoco dell’emozione.
La Direttrice della Sormani, Giuseppina Sansica, e la Responsabile della programmazione culturale della Biblioteca, Barbara Raposso, sono state determinate nel volere Antonia al centro di questa rassegna. E hanno colto nel segno: Antonia continua a parlare, oggi più di ieri, a chi ha cura di ascoltarla.
Marco Dalla Torre



